slurfando

Nonsensicamente Parlando

Einstein on The Beach

I was in this prematurely air-conditioned super market
and there were all these aisles
and there were all these bathing caps that you could buy
which had these kind of Fourth of July plumes on them
they were red and yellow and blue
I wasn’t tempted to buy one
but I was reminded of the fact
that I had been avoiding
the beach.

(da ripetere 35 volte, cambiando ogni volta tono, impostazione della voce, velocità, posizione del corpo, abito, etc)

(“Einstein on the Beach” – Act 3 – Scene 1 – Trial 2/Prison)

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Il Partito del Pinzimonio

Elettori… elettori ed elettrici, siamo qui riuniti, nell’anniversario del cinquantenario della ricorrenza dell’anniversario delle elezioni anticipate, e vorremmo propendere per una politica più giusta, più equa, economica-sociale del nostro Paese. Ci siamo riuniti qui a Roma, la città del Concilio di Trento, per prendere atto della nostra dimestichezza ecumenica. Noi vogliamo… il nostro partito, elettori, qui apre il suo programma. Il nostro programma prevede, come sapete, l’eliminazione dei costi, dei tagli sulla cassa integrazione contro il 4% della riduzione dell’IRPEF sul costo del denaro pubblico per l’introduzione in Italia dell’Europa contro una politica per la disoccupazione giovanile nel Mezzogiorno e riportare le medie e piccole imprese al tasso del 6% sopra l’emendamento della contumacia, perché noi siamo sempre stati chiari e vorremmo la chiarezza anche nel… [applausi] grazie per la fiducia, elettori, grazie mille! Vedo che siamo d’accordo sul programma quindi passerei ai dettagli. Noi siamo il partito della smentita, se non vi piace quello che diciamo, lo smentiamo immediatamente! Diteci subito quello che volete, che facciamo prima. Noi siamo il partito, elettori ed elettrodi, che ha avuto sempre e costante l’avvicendarsi della politica. Noi ci fondiamo oggi qua a Roma, come simbolo abbiamo scelto la que… il… lo… visto che gli alberi erano tutti presi, ci siamo buttati sulla verdura: noi però l’abbiamo presa tutta! Noi siamo il Partito del Pinzimonio! Il partito di Sant’Antonio! Siamo il partito più serio, quello del cazzimperio! Noi desideriamo, elettori, riproporre prima di tutto l’agiotaggio, altrimenti mi rivolgo al GIP e vado dal GIP e dal CSSM e dal PG e dal PM! Noi vogliamo… siamo per la riforma, uninominale, secca, all’inglese, con il doppio turno alla francese, e il ballottaggio e lo scorpolo del proporzionale, al Senato e alla Camera, per il presidenzialismo e il cancellierato alla tedesca, il problema alla Sartori, e vogliamo il presidenzialismo all’americana, la soluzione alla francese, e l’uninominale all’inglese, i bucatini all’amatriciana e la bistecca alla fiorentina! E noi vogliamo, elettori, il bagno alla turca! Noi vogliamo… [applausi] grazie per la fiducia, elettori, grazie per la fiducia! Noi desideriamo altresì prorompere, elettori ed elettrauto, a un nostro fondamentale istituto di credito, noi siamo… basta con la giustizia! Noi siamo un partito pulito, cristallino, noi chiediamo documenti, garanzie, continuamente. A me ieri m’è apparsa la Madonna, gli ho chiesto se c’aveva il mandato di comparizione, guarda la precisione! Dice “no”, “allora se ne vada, signora”, dice “no, ma io…”, “ma lei niente, lei non può parla’!” In più m’è apparsa in ufficio: “abuso d’ufficio!” gli ho detto. Ci si prova in tutte le maniere! Basta con questo Sostituto Procuratore della Repubblica! Ma il titolare dov’è, non c’è mai? Ma che, dorme? Ma dico ma i Titolari Procuratori della Repubblica ma che fanno che non ce n’è uno in tutta Italia? Basta con questa giustizia! Noi siamo contro il quorum del referendum una tantum super partes minimum tax par condicio probi viri exit pol! Desideriamo anzitutto… basta con le… sciogliamo le Camere!!! E leghiamo i bagni, vero? se no, con questi appartamenti liberi in città… Noi vogliamo, elettori… basta con il PIL, prodotto interno lordo, ma fa schifo, sembra una cosa escrementissima! “C’abbiamo un prodotto interno lordo…” Ma vada in bagno, vada! Ma che, viene da me? Il debito pubblico: milioni di miliardi di debito pubblico, ma chi li deve avere tutti questi soldi, non s’è mai fatto vivo nessuno? Avanzano mille lire da me, mi dormono nel pianerottolo, milioni di miliardi di debito pubblico, mai una telefonata! Ma chi è questo che li deve avere? Lo voglio conoscere personalmente! Secondo me ci prendono in giro! “Aumenta il costo del denaro…”, ma che sono, giochi di parole? Ma che ci sono i negozi dei soldi? Ma chi li compra i soldi? “Quanto me le vende oggi le mille lire?”, “Sono aumentate, mille e due”, “Me ne da due pezzi? Quanto viene?” “duemila e quattro” “grazie. Mi lascia le diecimila lire fresche a quindicimila?” Ci prendono in giro! Io lo so, io l’ho capito! [applausi] Grazie, elettori, grazie! Questo Stato è noioso! Vogliamo uno stato interessante! (Come dicevano quelle due mie amiche brutte che non le trombava nessuno, vero?) Vogliamo uno Stato interessante! Noi siamo per il lavoro, privatizzazioni… privatizziamo il debito pubblico! Chi se l’accolla, avanti? Voglio vedere! Noi amiamo il lavoro! Io starei ore a guardare la gente che lavora, guarda che tipo so’ io! Elettori, insomma, votate per me! Datemi il potere! Fatemi governare per cinque anni… e vi do il 10%, toh! Votate, votate, votate!

(Roberto Benigni, 1996)

Ma il mio caimano nero piangendo mi confidò che non approvava il progetto del metrò

E quando tramonta il sol una canzone d’amor
da baja a salvador oh Maria per te canterò.
da quando sei andata via da quando non ci sei più
da quando la pasta scotta non la mangio più
ahi Maria chi mi manca sei tu.
La mattina mi alzo tardi e dormo finchè mi va
e il caffè me lo portano a letto due bionde in tutù
ahi Maria chi mi manca sei tu.
La notte vado a ballare per cancellare i sogni miei
da qualche tempo ho più donne del d.j.
ahi Maria ma tu non ci sei.
E questo sapore strano che è fatto di libertà
mi dice che oggi qualcosa è cambiato in me
ahi Maria non sei più con me.
E quando tramonta il sol una canzone d’amor
da Baja a Salvador oh Maria canterò oh oh
ahi Maria por ti cantarè.
L’acqua mi fa un po’ male la birra mi gonfia un po’
vado avanti tristemente a champagne e bon-bon
ahi maria mi manca il tuo amor.
Il mio caimano nero piangendo mi confidò
che non approvava il progetto del ” metrò ”
ahi Maria da te tornerò.
L’Himalaia era lontano l’ascensore lì non c’è
ma il vecchio saggio indiano ha predetto che
ahi Maria ritorni da me.
Sebbene ho più soldi in tasca e donne ne ho troppe ormai
sebbene il tuo cane fuori non porto più
ahi Maria chi mi manca sei tu.
E quando tramonta il sol una canzone d’amor
da Baja a Salvador oh Maria canterò oh oh
ahi Maria por ti cantarè.
C’era una donna a Baja s’ubriacava di noia e sakè
sotto una vecchia sequoia ballava il samba e cantava per me.
un presentatore alla radio in un armadio provava il suo show
teneva un quiz a puntate e chiuso tutta l’estate restò.
Il caimano distratto imitava il gatto e faceva bau-bau
perchè studiava le lingue e voleva alle cinque il suo tè.
mi disse un vecchio fachiro tu non sei un emiro in gilet
mi consigliò senza imbroglio di non bere petrolio alle tre.
C’era una donna a Baja s’ubriacava di noia e sakè
sotto una vecchia sequoia ballava il samba e cantava per me.
Un presentatore alla radio in un armadio provava il suo show
il caimano distratto imitava il gatto imitava il gatto
e diceva no imitava il gatto il caimano distratto
c’era una donna a Baja una vecchia signora
un presentatore alla radio un vecchio fachiro
un vecchio fachiro un ricco emiro

(“Ahi Maria”, di Rino Gaetano)

 

Supponiamo che il mondo non sia verde bello

senza colore idee verdi dormono furiosamente
furiosamente dormono idee senza colore verde
senza colore dormono idee furiosamente verdi
furiosamente dormono verdi idee senza colore

supponiamo che il mondo non sia verde bello
o senza da nubi roventi nevi piovono sulfuree
venti veloci abbaglianti inconcepibilmente
nel buio sonno a dirotto solcano senza colore
che dorme la traccia purpurea solare sensazione

mondo è masturbazione di un dio furiosamente
non ridono i verdi coccodrilli senza idee verdi
di squame e denti i pianoforti senza muoiono
colore imitano poeti farnetico dicono d’ombra
furiosamente il cane ride il gatto gatta il cane

idee verdi nel nevischio buio dormono veloci
piovendo dal vento solare la mia furiosamente
verde idea senza colore di lei stare nell’ombra
furiosamente verdi dormono idee senza colore

furiosamente verdi dormono idee senza colore
di lei gelata che il mondo sia bella come pietra
poco giorno al gran cerchio d’ombra s’infiamma
furiosamente verde rovente di nessun colore

se dorme l’idea verde che senza è nella pietra
identica da te nel salto d’ombra sta furiosamente
uccello sospende suoni ghirlanda di gentile verde
cane che aspetta palla al balzo gatta il cane
furiosamente senza colore la mia idea di stare

s’ignorano gatta cane merlo nello stesso verde
senza animato è questo cosmo parti d’ombra vive
non l’ho veduta verde né bramata di morto colore
terriccio vomitato idea lombrica in sottoverde
di lei furiosamente dorme verde idea senza colore

non scoccano i ramarri senza pietra verde abbaglio
paura occulti puzzando d’ombra al cerchio d’aria
imposizione grigia commiato d’ogni erba animale
furiosamente dormono idee senza colore verde

furiosamente verdi dormono idee senza colore
tra rosee zampe a becco furiosamente il prato
dorme del verde fuori alato corpo d’acqua pietra
sesso fuso di chi muore a stare in ombra cosa
quando senza colore è tutto l’erba che mi serra
nel liquido verde senza e tanto vivere poco
furiosamente dormono idee verdi di nessun colore

(Poema Chomsky, di Alfredo Giuliani, 1979)

Imbardanpione

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(“International Madljana School” di 610, Lillo&Greg)